Vangelo del giorno (Gv 3,7-15) (riflessione di Don Luigi Maria Epicoco) Gesù vuole far capire a Nicodemo che credere in Dio non è innanzitutto credere nell’assurdo, ma credere nella realtà che ci circonda e lì intuire che c’è molto di più. Ma il nostro problema è stare con i piedi nella realtà che ci circonda. Preferiamo la nostra testa al reale e così non capiamo nemmeno Dio.
Credere significa imparare ad aprire gli occhi e non a chiuderli. Perché solo ad occhi aperti nasce in noi l’intuizione che c’è molto di più di quanto noi riusciamo a toccare, a vedere a immaginare.
Solo così si intuisce la vita guardando Gesù crocifisso su una croce. È paradossale, ma la più grande esperienza di vita spirituale si manifesta sempre come un sano realismo capace di portarci al cuore delle cose. È il realismo della croce. (Don Luigi Maria Epicoco da fededuepuntozero. Foto: John La Farge, Visita di Nicodemo a Cristo) ... Vedi altroVedi meno
Vangelo del giorno (Gv 3,1-8) (riflessione di Papa Francesco) Gesù dice a Nicodemo che per “vedere il regno di Dio” bisogna “nascere dall’alto”. Non si tratta di ricominciare daccapo a nascere, di ripetere la nostra venuta al mondo.
Questa vita è preziosa agli occhi di Dio: ci identifica come creature amate da Lui con tenerezza. La “nascita dall’alto”, che ci consente di “entrare” nel regno di Dio, è una generazione nello Spirito, un passaggio tra le acque verso la terra promessa di una creazione riconciliata con l’amore di Dio.
È una rinascita dall’alto, con la grazia di Dio. La fede, che accoglie l’annuncio evangelico del regno di Dio al quale siamo destinati, ha un primo effetto straordinario, dice Gesù. Essa consente di “vedere” il regno di Dio.
Noi diventiamo capaci di vedere realmente i molti segni di approssimazione della nostra speranza di compimento per ciò che, nella nostra vita, porta il segno della destinazione per l’eternità di Dio. (Papa Francesco - Udienza generale, 8 giugno 2022. Foto: Crijn Henricksz Volmarijn - Gesù parla nella notte con Nicodemo) ... Vedi altroVedi meno
Vangelo del giorno (Gv 20,19-31) (riflessione di Don Ivan Licinio) (..)E poi c’è Tommaso.Direi che è finito il tempo di indicarlo come apostolo di serie b solo perché non crede agli amici che hanno visto Gesù prima di lui.
Innanzitutto è da notare che otto giorni prima Tommaso non c’è, non è chiuso dentro insieme con loro. Tommaso ha il coraggio di entrare ed uscire da quella casa.
Un coraggio e una libertà che gli nascono dall’esigenza di ricercare il Signore, fuori. Ecco perché non si fida delle parole degli amici apostoli: se davvero hanno incontrato il Maestro otto giorni fa, come mai se ne stanno ancora chiusi dentro e non hanno cambiato la loro vita?
E noi siamo Tommaso o siamo il resto degli Apostoli? Siamo come Tommaso che ricerca appassionatamente Gesù, che chiede di poter vedere e toccare le sue piaghe, le ferite dell’umanità, per lasciarsi cambiare la vita; o siamo come gli Apostoli sedentari che incontrano Gesù ogni otto giorni (ogni domenica a Messa), ma poi niente cambia nella loro vita? (Don Ivan Licinio da diariodiunseme. Foto: Caravaggio, Incredulità di San Tommaso) ... Vedi altroVedi meno
Sabato 18 aprile alle ore 10 al Seminario “Ascalesi” , Don Mimmo Battaglia preparerà i nostri oratori all’Estate Ragazzi con la presentazione del Grestate 2026, il cammino formativo estivo degli oratori preparato dal Team degli Oratori Diocesi di Napoli. Al termine della presentazione sarà distribuita una copia per tutti gli oratori.